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THE WINERS / BLOG
Chi ha detto che un errore porta a qualcosa di sbagliato?





  

Verona, 14esima edizione “Anteprima Amarone”, evento tra i più importanti per quanto riguarda la denominazione veronese.
In anteprima, dal 28 al 30 di gennaio 2017,  Stampa, Operatori e Appassionati, saranno spettatori della presentazione dell’annata dell’omonimo vino, grazie all’organizzazione promossa dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella.
 
The Winers sarà lì, in visita, come operatore ma soprattutto come appassionato, a scoprire gli oltre 70 produttori che racconteranno il loro Amarone della Valpolicella 2013 ed un’annata storica a scelta. 
 
Ma che cos’è l’Amarone?


L’Amarone della Valpolicella è un vino che si ottiene dall’appassimento delle uve, che si protae per circa 4 mesi, (in alcuni casi di più per esaltare particolari aromi). Il Disciplinare di Produzione impone anche tempi precisi per la commercializzazione: dalla vendemmia alla botte alla bottiglia devono passare circa 3 anni. 
 
Il nome di questo rosso veronese strutturato, la cui alcolicità va da un minimo di 14°, fino anche a 17°, deriva dalla parola “amaro”. Si distingue dal famoso Recioto della Valpolicella, da cui ebbe, per errore, origine.  
Già, abbiamo detto “per errore”, infatti si narra che, durante la fermentazione del mosto per produrre il Recioto, questa sia stata prolungata inavvertitamente fino a che tutta la parte zuccherina si è trasformata in parte alcolica, formando un vino strutturato, deciso ed alcolico. 
 
L’Amarone si può definire “fratello” del dolce Recioto, in quanto entrambi sono vini ottenuti da uve appassite di Corvina, Corvinone, Rondinella, Oseleta e Negrara, solo che uno è amaro, l’altro dolce.
Oggi, dopo quasi ottant’anni ha acquisito sempre più rilievo nello scenario dei vini più importanti italiani. Al tempo fu un grave errore, perchè il Recioto era il vino più prestigioso. 
 
L’Amarone della Valpolicella è definito “vino da meditazione”, e cioè, come ricorda la definizione, è un vino da bere seduti comodi, magari con un bel panorama di fronte, la giusta quiete e serenità, soli con il calice, per apprezzare i profumi forti e particolari, che non richiedono alcun accostamento se non il vino stesso. 
 
Per goderne appieno, gli esperti suggeriscono di stappare la bottiglia almeno un paio d’ore prima e se particolarmente invecchiato, farlo decantare. Dà il meglio di sé dopo 10 anni, ed in base alla qualità e il modo in cui viene conservato, può durare anche fino a 30 anni. 
 
 
E allora… ci vediamo a Verona, noi andiamo, e tu?
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