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THE WINERS / BLOG
Siete curiosi di sapere le origini del vino? Com' nato?





  

Quando parliamo di Vino, intendiamo quella bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del mosto dell’uva.
Il Vino esiste praticamente da sempre, certo, non nelle classiche bottiglie da 75 cl a cui siamo abituati, ma sembra che sia stato scoperto per la prima volta nel Caucaso, circa 10.000 anni fa, “per sbaglio”, a causa della fermentazione accidentale di uva dimenticata in un recipiente.


Si potrebbero scrivere pagine a riguardo, ma cerchiamo di abbreviare il più possibile, dando alcune informazioni che potranno rendere l’idea dell’antichità della pratica della viticoltura, informazioni al confine tra leggenda e realtà.

Abbiamo alcune leggende che vanno sino ad Adamo ed Eva, dove addirittura si accenna al fatto che il frutto proibito fosse l'uva e non la mela, poi si parla di Noè, che avrebbe riservato un posto sicuro sull'Arca per le viti durante il diluvio universale e che subito dopo piantò una vigna con il cui frutto fece del vino che bevve fino ad ubriacarsi. 

Avvicinandosi più alla realtà abbiamo dei geroglifici, che ci portano in Egitto, 2.500 a.C., poi alla tomba di Tutankamon (1.339 a.C.), dove furono messe anfore contenenti vino, fino ad arrivare agli Ebrei, gli Arabi ed i Greci, e questi ultimi dedicarono al vino anche una Divinità, DIONISIO, Dio della convivialità. 

La diffusione della coltivazione della vite in Italia ebbe inizio grazie al commercio con le popolazioni dell’antica Grecia e del medio Oriente, dalla Sicilia, prima presso l’area Sabina (oggi provincia di Rieti e alto Abruzzo, in provincia dell'Aquila), poi nell’Etruria (oggi parte della Toscana, Umbria, Lazio settentrionale e successivamente fino alla Campania e alla Pianura Padana).
 
Con lo sviluppo dell’Impero Romano ci fu un aumento della produzione del vino, che divenne un prodotto di uso quotidiano. Come i Greci, i Romani dedicarono al vino una divinità, il Dio Bacco, protettore del vino e della vite, in onore della quale venivano organizzate anche feste danzanti a base di vino chiamate “Baccanali”, soppresse nel 186 a.C. poiché ritenute troppo volgari. 
 
Il vino prodotto a quei tempi era molto diverso da quello conosciuto oggi, le tecniche di vinificazione e conservazione erano diverse ed il vino aveva una consistenza più densa, con un sapore estremamente dolce e molto alcolico, quindi era consumato diluendolo con acqua (spesso di mare) e aggiungendo miele e spezie per ottenere un sapore più gradevole.
Al contrario i popoli celtici avevano vini leggeri e dissetanti, conservati in botti di legno invece che nelle giare. 
 
Con il declino e la caduta dell’Impero Romano anche il vino attraversò un lungo periodo di crisi e solo grazie alla Chiesa Cristiana ed ai monaci Benedettini (diffusi in tutta Europa) continuò ad esistere.
 
Nel Medioevo nacquero tutte le tecniche di coltivazione e produzione utilizzate poi fino al diciottesimo secolo, quando subentrò la produzione “moderna”. Nel diciassettesimo secolo si affinò l’arte dei bottai, le bottiglie divennero meno costose e si diffuse l’uso dei tappi in sughero, che facilitarono la conservazione ed il trasporto del vino, favorendone anche il commercio.
 
Nella zona Italiana, dal Rinascimento in poi si sviluppò il commercio internazionale del vino e nacquero varietà eccellenti tutt’ora esistenti come i vini di Montalcino, San Giminiano e Chianti in Toscana, l’Ellenico in Campania, l’Aleatico nel Lazio, il Nebbiolo in Piemonte.
Allo stesso tempo si diffusero malattie come la “fillossera” e l’”oidio”, che distrussero interi vigneti autoctoni italiani, costringendo i coltivatori a reimpiantare i vitigni sopravvissuti su innesti di vite americana, resistenti a questi parassiti e a utilizzare prodotti come lo zolfo. 
 
Col diciannovesimo secolo il vino raggiunse la posizione che oggi occupa nella civiltà occidentale.
Illustri studiosi si sono adoperati alla realizzazione di vini sempre più pregiati.
Nel 1866 L. Pasteur nel suo scritto affermò "il vino è la più salutare ed igienica di tutte le bevande", e dopo 150 anni dai primi suoi studi la ricerca scientifica non lo ha ancora smentito in quanto non è stato ancora isolato un agente patogeno per l’uomo che abbia origine dal vino. 
 
Dal ‘900 la Francia introdusse normative per la produzione (origine controllata, definizione dei territori di produzione…) che portarono ad un ulteriore avanzamento qualitativo dei vini ed una diminuzione del quantitativo. 
 
C'è tanto ancora da sapere e non sarà mai abbastanza... questa è solo una piccola infarinatura a confine tra leggenda e realtà... volta per volta parleremo ancora insieme di quello che è questo affascinante ed immenso mondo... 
 
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