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THE WINERS / BLOG
Sua Maestą il Roero





  

Pensate possa essere un'esagerazione dire "mi sono emozionato" quando si parla di una visita in una cantina?  
Onestamente non riesco a trovare altre parole per descrivere la sensazione.
Sabato era la tipica giornata uggiosa di novembre, il paesaggio non rendeva la sua bellezza come avrebbe potuto fare con un bel cielo azzurro, ma non è bastato a rovinare questa divina esperienza...


Dovevamo acquistare alcune bottiglie e dato che non ero ancora stata da questo produttore, Davide ha prenotato la visita in cantina e la degustazione, anche se lui l'aveva già fatta precedentemente. 
 
Veniamo accolti da uno dei Sigg. Negro in persona, Gabriele Negro. Normalmente non è lui ad accogliere gli ospiti e a mostrare la cantina, ma abbiamo avuto la fortuna che ci incrociasse mentre stavamo arrivando e, dato che il gruppo prima di noi era già partito in visita, ci ha accompagnati lui. 
 
Una persona stupenda. A modo, semplice, un lavoratore da sempre, il suo posto in genere è tra i vitigni, a controllare che tutto vada alla perfezione, ci ha spiegato che al mattino, quando si sveglia, esce fuori e tasta il terreno coi piedi perchè in base a quello decide che tipo di lavori dovranno fare le squadre nei vari vitigni. Parla dei trattori e dei macchinari agricoli come se parlasse di Ferrari e Lamborghini. E' il suo mondo.
 
Ci ha accompagnati prima dove ci sono le enormi botti in acciaio, dove si pesta l'uva, dove si lascia macerare e fermentare, poi dove si imbottiglia. Ci ha mostrato i macchinari, l'organizzazione del lavoro, una precisione ed una passione che può avere solo chi lo fa da una vita e con il cuore.
 
Poi un'enorme porta in rovere, le decorazioni eleganti, i mattoni a vista... un'enorme "stanza", se così si può definire, con migliaia di bottiglie lasciate a riposare, in parte anche destinate all'estero. Ci ha mostrato un Arneis non filtrato... spiegandoci che in America lo vogliono così, con le fecce non ossidate al fondo della bottiglia che donano al vino forti profumi floreali e note fruttate, molto più del tradizionale Arneis che conosciamo... roba da Americani...?
 
Un'altra enorme porta in Rovere ed eccoci in una delle stanze più belle... la barricaia... una collezione di bottiglie super datate della Famiglia: la "storia" disposta su delle mensole, all'interno di bottiglie da 75 cl colme di polvere. 
La barricaia.... che dire.... meravigliosa... anche perchè qui non si fa solo il vino per farlo e per venderlo... qui c'è tutta una vita, tutta una storia... e la cantina è curata nei minimi dettagli, elegante, suggestiva, emozionante. Tutte queste barrique messe in fila... questo profumo nell'aria... su una parete appeso un estratto di un vecchio documento preso dal catasto. 
Come già avevo studiato, come faccio per ogni cantina che vado a visitare, Gabriele mi ha spiegato che è un documento ufficiale, di cui purtroppo non c'è più l'originale, che certifica che nel 1670 Giovanni Dominico Negro, figlio di Audino, aveva acquistato quella proprietà su quella collina, attorniata da vigneti, dove oggi sorge il Podere Perdaudin, dal nome della vigna, la prima di Arneis.  
 
Ancora qualche parola e dettaglio tecnico, e ci troviamo infine, una penultima porta gigante in rovere, entriamo nell'ultima stanza delle meraviglie... ancora alcune enormi botti dove riposa il vino e tante bottiglie... la scorta privata di famiglia... 
 
Stare in compagnia di Gabriele è stato entusiasmante, perchè abbiamo vissuto la cantina in un modo diverso, forse meno commerciale, estremamente intimo, l'abbiamo conosciuto e mi ci sono anche un po' affezionata!
 
Finalmente arrivati nella bella e grande sala degustazioni abbiamo avuto l'onore ed il piacere di incontrare la Sig.ra Negro e di incrociare e fare due battute con l'enologo Angelo Negro, la sorella Emanuela Negro e la gentilissima Daniela, che alla fine si è occupata di noi. 
 
Gabriele ci ha accompagnati durante tutta la degustazione, si è seduto con noi, ci ha fatto assaggiare di tutto, con estremo orgoglio... dalle bollicine, al Sig. Roero Arneis Perdaudin... mi ha fatto poi degustare 5 rossi uno dopo l'altro per farmi capire le differenze tra di essi, i profumi, i sapori... io ero un po' alticcia ed estremamente estasiata, Davide decisamente meno dovendo guidare, purtroppo per lui! Un vino più buono dell'altro... è stata una vera e propria emozione. 
 
Abbiamo lasciato la cantina salutando Gabriele, che ci ha mostrato tantissime foto in vigna, spiegato così tante cose che non basterebbe un articolo del blog per elencarle, e ci ha lasciato qualcosa di lui, esperienze di vita, sentimenti... una bella persona davvero, umana esattamente quanto noi, ma probabilmente con molto più da dire.
Sono salita in auto felice e un po' malinconica, pensando che la prossima volta tornerò, e vorrò assolutamente conoscere il resto della famiglia, Giuseppe Negro e papà Giovanni, che erano a Merano e non hanno potuto riceverci... e questa sarà un'ottima ragione per tornare... 
 
 
 
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