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Dalle Marche... il Bio





  

Questa settimana, iniziamo parlando di tre concetti  sui quali spesso c'è un po' di confusione. Come in ogni campo, anche in enologia, dietro al business si nascondono alcune paroline "chiave" che "fanno tendenza" e attirano l'attenzione, spesso però usate senza sapere bene il significato. Tre parole: biologico, biodinamico e naturale. 

 Biologico, biodinamico e naturale non sono termini sinonimi tra loro. Inoltre il vino biologico risponde a precise normative, anche a livello Europeo, mentre il biodinamico segue i dettami di Rudolf Steiner, basato sulle fasi lunari e su pratiche di coltivazione ancora in fase di definizione a livello europeo, il vino naturale non segue una normativa vera e propria.

I produttori di quest'ultimo infatti, non si sottopongono necessariamente ad una certificazione da parte degli enti preposti, pur rifiutando l'uso di prodotti chimici o non usando pratiche enologiche invasive. Cercano di ottenere vini il più possibile legati al territorio e alla cultura dai quali provengono, non presentano nessuna sostanza addizionata al mosto, nessun correttore di acidità, anidride solforosa o coadiuvanti vari, anche se, non obbedendo ad alcuna normativa, i vini naturali spesso hanno comunque un'aggiunta di solfiti per prevenire ossidazioni o deviazioni batteriche.

Quando un vino è definito biologico, parliamo di un marchio di qualità universalmente riconoscibile, in vigneto si producono uve biologiche, coltivate senza l’aiuto di sostanze chimiche di sintesi come concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere, e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati usando tecniche di coltura biologica che prevenga gli attacchi parassitari in maniera naturale; in cantina si esegue la vinificazione utilizzando solo i prodotti enologici e i processi autorizzati dal regolamento 203/2012 (elenco nell’allegato VIII bis).

 Un produttore biologico può al massimo utilizzare circa la metà del numero di coadiuvanti, rispetto ad un produttore convenzionale.

Infine, ultimo concetto, il vino biodinamico, che proviene da uve prodotte secondo il metodo biodinamico, formulato negli anni ’20 del secolo scorso dall’austriaco Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia. I tre principi della biodinamica sono mantenere la fertilità della terra, liberando in essa materie nutritive, rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti, produrre alimenti di qualità più alta possibile.

Per i vini biodinamici, non c’è un riferimento normativo univoco, ma alcune associazioni ed enti hanno formulato delle regole che, pur partendo dai criteri del “biologico”, fissano limiti ancor più severi, soprattutto nella fase della lavorazione in cantina.

 
Ma veniamo a "La cantina della settimana"…

Abbiamo selezionato attentamente questa Cantina perchè cercavamo un prodotto marchigiano, siamo rimasti colpiti dal fatto che fosse un'Azienda Agribiologica, che avesse prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Stiamo parlando dell’Azienda Agricola Aurora.

Una volta passati attraverso le colline marchigiane, eccoci ad Offida, famosa per essere uno dei borghi più belli d'Italia, per la cucina marchigiana, in particolare i piatti Offidani come li taccù (tagliolini da cucinare in brodo o asciutti), il coniglio in salsa e il pollo “ncipp nciapp”, oltre al Chichìripieno (focaccia farcita molto saporita e gustosa) e ai Funghetti (dolci a base di farina, zucchero ed anice).

 Offida è famosa anche per la sua cultura enologica, con la sua Enoteca Regionale delle Marche e le nuove DOC e DOCG dal 2011: “Offida Pecorino DOCG”, “Falerio Pecorino DOC”, con uve pecorino, “Offida Passerina DOCG” e “Terre di Offida DOC” con uve passerina, “Offida Rosso DOCG”con uve Montepulciano 85%  e poi le DOC meno recenti “Falerio dei Colli Ascolani”, con uve passerina 10-30% (dal ’75 e successiva modifica dal ’97) e Rosso Piceno DOC con Montepulciano 35-70% e sangiovese 30-50%.

Data questa infarinatura sulle specialità della zona torniamo ad Aurora, piccolo produttore da 50.000 bottiglie, con una struttura modesta e non troppo sfarzosa, dove abbiamo degustato i loro vini in un ufficio con un tavolo datato in legno, appesi ad una parete i riconoscimenti ottenuti, tra cui Barricadiero 2012 premiato due bicchieri Gambero Rosso e 5 Grappoli Bibenda, e Rosso Piceno Superiore ’12 al quale sono stati riconosciuti due bicchieri Gambero Rosso, vino quotidiano Slow Wine e negli ultimi giorni, Vino Gluck - la bottiglia della sera e 4 grappoli Bibenda, infine Offida Pecorino Fiobbo ‘13, 4 grappoli Bibenda.

 

Aurora è certificata BIO e lavora la terra secondo la cultura biodinamica, opera da quasi 40 anni, sempre coerente secondo i propri principi nel rispetto della natura, quando ancora il Biologico ed il Biodinamico non andavano di moda. Si tratta di una scelta di vita e di lavoro di un gruppo di amici che, negli anni ’70, hanno iniziato per coronare un sogno ed ancora oggi lo vivono nella realtà.

 
 Lasciatevi guidare e scoprite i vini della cantina della settimana:
Aurora,“LA QUALITÀ IN ARMONIA CON LA NATURA”
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